Il 25 maggio un nutrito gruppo di ex alunni si è recato a Ferla.
Piccolo paesino arroccato sulle montagne del siracusano.
Vicinissimo a Palazzolo Acreide e recentemente nominato “Borgo più bello d’Italia” è uno dei insediamenti umani più antichi della Sicilia, infatti a pochi chilometri si trova l’ immensa valle dell’Anapo sul cui altopiano si installò una comunità sicula molto prima dell’arrivo dei Greci nel 700 avanti Cristo.
Il paese conta oggi solo 2.200 abitanti perlopiù anziani e lo spopolamento giovanile è un problema molto serio.
Fortunatamente negli ultimi anni un gruppo di giovani sta alacremente impegnandosi per dare al paese una forte capacità attrattiva turistica tra essi :
L’assessore al turismo Paolo Ganci, giovane avvocato, si dedica con passione e gratuitamente a illustrare ai gruppi turistici alcune delle 9 bellissime chiese del paese.
Il direttore dell’ufficio tecnico architetto Giuseppe Di Mauro ha trasformato immobili abbandonati in residence turistici comodissimi, in sale convegni, in sale museali.
Il titolare del bar Quattro canti con gioia ti accompagna gratuitamente alla necropoli di Pantalica e te ne racconta la storia.
Lo chef Pesce ha realizzato in pieno centro un ristorante di altissimo livello dove con poco gusti le specialità locali.
La comunità parrocchiale dedica grande attenzione e tempo alla preparazione della Festa del patrono San Sebastiano e della Festa del sabato Santo che risulta essere tra le più belle della Sicilia.
Appena arrivati siamo rimasti affascinati dalla bellezza elegante e sobria dell’ampia piazza principale dove svettano due splendide chiese barocche.
Abbiamo visitato la Cattedrale, dedicata a San Sebastiano.
Al suo interno sono conservati i resti mortali di oltre 15.000 cittadini, amorevolmente raccolti e sistemati nella cripta sottostante alcuni decenni addietro, in occasione della ristrutturazione, dall’attuale parroco don Roberto che segue ormai da solo tutte le chiese del piccolo centro.
A lui va un particolare ringraziamento per la ospitalità riservataci e per il curato racconto sulle Feste cittadine e la storia recente del paese.
Al termine del pranzo ci siamo recati alla Necropoli di Pantalica.
Praticamente una fortezza naturale caratterizzata da un altopiano a piombo su vallate ripidissime prive di strade di accesso su cui si installarono le popolazioni Sicule e successivamente Bizantine quando fuggirono dalla furia araba.
Nelle scoscese pareti sono incastonate migliaia di tombe scavate nella roccia.
Al centro dell’altopiano i ruderi della casa del re

