Gita a Sperlinga e Nicosia del 12 Ottobre 2025

Domenica 12 un bel gruppetto di ex alunni ha aderito alla proposta del socio Antonio Sabella e si è recato in una zona dell’ennese poco frequentata da noi Catanesi Certamente la strada impervia e lunga è un ostacolo non da poco, ma la nostra tenacia è stata premiata, infatti a Sperlinga, meta della nostra gita, ci siamo trovati in un gradevole centro medievale di soli 600 abitanti, sormontato da un castello particolarissimo poiché scavato nella roccia e circondato da una doppia cinta muraria.

La particolarità di questa roccia è data dalla composizione, infatti è sabbia marina resa estremamente compatta dal peso del mare, emersa parecchi milioni di anni addietro ed intrisa di materiale ferroso che crea delle striature rosacee e in alcuni punti, laddove si è chiuso a cerchio, crea degli strani effetti ovali ben evidenti nelle foto.

La sua realizzazione iniziò già al tempo dei Sicani e dei Siculi come luogo fortificato, poi i romani, ma specialmente i Bizantini ne fecero una fortezza imprendibile tant’è che fu al tempo dei Vespri l’unico castello/insediamento siciliano nel quale i francesi resistettero alla rivolta. (evento infatti riportato in latino “quod siculis placuit sola Sperlinga negavit”) Purtroppo dopo essere stato usato come carcere borbonico, fu abbandonato all’incuria.

Solo di recente, donato al Comune, è stato reso visitabile e piacevolmente fruibile, oggi è anche sede di esposizioni d’arte.

Dall’alto del suo maschio la vista è incredibile, spingendosi dai Nebrodi alle Madonie ai Peloritani agli Erei alla maestosa Etna.

E’ a poca distanza ben visibile, sugli Erei, il monte Altesina che, con i suoi 1192 metri, è il punto di collegamento delle tre vallate in cui è divisa la Sicilia (Demone, Mazzara, Noto).

Particolari le case del borgo sottostante, anch’esse scavate nella roccia che ne fanno la Matera siciliana.

Dopo il pranzo, terribilmente abbondante, ci siamo recati a Nicosia, città che ebbe una importante storia nel medioevo tanto da divenire sede reale.

Cittadina che tristemente ha visto ridurre del 50% i suoi abitanti negli ultimi decenni anche se un tempo fu ricca a tal punto che era abitata da ben 24 baroni.

Le vestigia di tanta opulenza sono facilmente ammirabili nelle splendide chiese e nei palazzi signorili costruiti con una pietra particolare che da loro un gradevole effetto ottico.

Di particolare interesse il soffitto ligneo della cattedrale interamente dipinto da abilissimi pittori trecenteschi che vi riportarono storie della vita siciliana dell’epoca.

Piacevolissima la concomitanza con la sagra del cannolo per cui tra una danza di ballerini in costume, carri siciliani trainati da cavalli sontuosamente bardati e un giro di marranzano abbiamo fatto man bassa di dolci.

Una splendida esperienza all’interno della Sicilia rurale, l’unico problema i chili in più il mattino  dopo !!!!